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iniziative - 05.05.05

Clikka sul M@nd@: dai graffiti alla rete
VII edizione della Caffetteria, rassegna a tema degli studenti del Liceo Giordano Bruno di Maddaloni in collaborazione con l'ASL CE1

Lo scenario è quello dei grandi appuntamenti: il salone immenso del Convitto Nazionale. Un vociare di studenti del liceo "G. Bruno" che ha organizzato la manifestazione, giunta ormai alla VII edizione e che è divenuta una vera e propria istituzione nelle attività di questo istituto. Nata come un momento di confronto aperto ed informale degli studenti del liceo, alcuni suoi insegnanti e l'ASL CE1 attraverso le attività di prevenzione dell'U.O. Sert Mobile "Capitan Uncino" del distretto 27.
Il primo comunicato d'invito alla caffetteria di cinque anni fa sintetizza, nelle parole di Marina Salvetti, questa esperienza, descrivendola come: "una tazza di caffè caldo, una fetta di torta fatta in casa, ricordi, brandelli di vita raccontati ai "propri figli", domande, voglia di saperne di più su un passato che, orai, è mito. A chi verrebbe in mente che questa scena possa avere luogo a scuola? A pochi. Forse a nessuno! Nell'immaginario collettivo, "scuola" è

sinonimo di campanelle che trillano, di ore passate sui libri, di professori che spiegano, di registri temuti, di interrogazioni …. Chi mai potrebbe immaginare che, in quegli stessiluoghi, tra quegli stessi banchi, che tutti i giorni sono testimoni di una realtà articolata nel rapporto professore-alunno, docente-allievo, proprio lì proprio lì, proprio a scuola, ragazzi del 2000 ed "ex-ragazzi" del '68 abbiano l'opportunità di confrontarsi, di raccontarsi e di conoscersi? Non più padre e figlio, non già insegnante e studente, ma uomo e ragazzo, mito e realtà, il tutto allietato dalla più classica delle bevande….".
Un impegno di sintesi che porta fuori, rende pubblica la fatica e l'impegno di crescita, di un anno di incontri sistematici con il gruppo degli studenti da parte degli operatori del Ser.t. Mobile "Capitan Uncino", alcuni insegnanti (ma costante in questi anni è stata la professoressa Elisa Rotriquenz) e da quest'anno anche in volontari dell'associazione Melagrana Onlus.
Nelle precedenti edizioni è stato affrontato via via il tema delle generazionei a confronto, della sessualità, delle dipendenze, della violenza, dello sterminio degli ebrei e di tutte le atrocità delle guerre, della comunicazione come quest'anno.
Dopo un lungo periodo di riflessione e di incontri su questo tema, gli studenti si sono confrontati con i coetanei di altre scuole e con interlocutori autorevoli. Tra gli ospiti di quest'anno Samuele Ciambriello, componente del Comitato Nazionale T.V. e Minori, Antonio D'Amore, sociologo tra i fondatori della Comunità "Il Pioppo", Corrado Sfogli, della Nuova Compagnia di Canto Popolare, Gennaro D'Auria, Direttore Sanitario dell'ASL CE1, Gaetano Pascarella, Senatore DS e Rosa Suppa, Consigliera Regionale della Margherita.
Il dibattito ha affrontato il problema della coerenza della comunicazione (Antonio D'Amore) per una reale ricerca della "cultura del fare" che affianchi la oramai sterile "cultura del dire"; ma, anche, il diritto all'informazione come "diffusione di saperi" e non di arrogante "monopolio di condizionamenti" per le persone (Samuele Ciambriello). I ragazzi, veri protagonisti della manifestazione hanno cercato di chiarire alla platea il valore intergenerazionale della comunicazione e del comunicare proponendo un vero e proprio excursus sugli strumenti di comunicazione e sul loro uso, confrontandosi anche con la testimonianza del musicista Sfogli.
Il messaggio alla fine è giunto chiaro e forte: non abbiate timore di dire e, con il dire, di fare; né di credere che sia senza forza quella comunicazione di denuncia che, riuscendo ad usare con intelligenza i nuovi mezzi di comunicazione (fra tutti internet), è riuscita a piegare e mettere alla berlina anche le grandi multinazionali per i loro crimini.
Siate protagonisti dell'informazione è l'invito lasciato a tutti i presenti che si apprestavano a lasciare quell'immenso salone accompagnati dalle dolci note di un pianoforte e dalla voce di Samuele Ciambriello che intonava la sua "canto la canzone dell'idiota" a ricordare la passione e la voglia di quelli che sanno sporcarsi le mani nel darsi nel sostegno degli altri.
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