www.improntesociali.info
www.vita.it - non profit online
.
home forum
.
diritti - 18.03.06

Provocazioni e show televisivi: prosegue la campagna elettorale tra numeri ma non sui programmi
La vera natura alla fine viene fuori

Nel pieno della campagna elettorale il clima diventa veramente insopportabile: la posta in gioco è veramente alta e chi perde, perderà per cinque anni la possibilità di fare o disfare questo nostro paese.
Poche le occasioni per poter comprendere quello che accadrà dopo il 9 aprile: rissa continua in televisione, proclami, cifre, parole vuote di reale contenuto giungono a tutti noi.
Ma la differenza tra i due schieramenti la gente comune, quelli che faticano con il lavoro e che non arrivano a fine mese con lo stipendio, l'ha poi compresa per davvero?
Negli incontri troppe le parole sugli avversari, poche sul senso concreto delle cose che saranno fatte in caso di vittoria. Per il centro-destra è chiara la continuità con questo governo Berlusconi, sicuramente, attraverso l'accelerazione delle riforme in corso (scuola, devolution, giudiziaria, ecc.) fino alla "dichiarata" riduzione dello Stato nelle faccende dei cittadini: lo stato

leggero che Berlusconi aveva promesso e che in parte ha realizzato svendendo ai privati tutto quello che poteva essere ceduto.
Altri 5 anni con la Casa delle Libertà al governo e saranno anni di smantellamento definitivo e completo dello stato sociale.
Essere poveri oggi e molto più facile che essere occupato, curato, scolarizzato, sostenuto.
Ma anche nel centro sinistra non viene fuori chiaramente la determinazione a garantire un programma che segni la discontinuità con le riforme e le leggi del governo Berlusconi. Sempre con maggiore frequenza si ascoltano parole all'insegna della continuità "….non abbiamo mica deciso di stravolgere le cose fino ad ora fatte dal precedente governo" - ha provato a rassicurare Prodi agli elettori (quali elettori? Quelli del centro-destra?) - "…il mio governo, i miei ministri chiameranno i ministri del governo Berlusconi per avere chiarezza nelle cose fatte fino ad ora e migliorarle laddove esse debbano essere migliorate".
Allora, la riforma Moratti, la legge Gasparri, la Giovanardi-Fini sulle droghe, la Bossi-Fini sull'immigrazione, la Girelli, la salva Previti, la legge Biagi, la riforma della giustizia e la devolution dovremmo, magari con qualche leggera modifica, considerarle come riferimento anche nella prossima legislatura targata Prodi?
Questa scarsa chiarezza sulla discontinuità con il governo Berlusconi mi spaventa, tanto quanto i tentennamenti sulla questione dei soldati italiani in Iraq: quasi si arrivava ad una definizione del ritiro delle truppe in tempi rapidi da parte del governo Berlusconi (certamente più per realismo economico, che per valutazione di opportunità politica verso la guerra senza fine che negli ultimi due anni di pace ha ucciso in Iraq oltre cinquantamila civili e 4000 soldati delle truppe di occupazione, militari americani in grandissima maggioranza), prima ancora che il programma di Prodi ne ricercasse delle modalità compatibili …. ritiro immediato, ritiro concordato con gli alleati, ritiro graduale, ritiro appena le condizioni di sicurezza lo renderanno possibile. Chiaramente Prodi non è Zapatero e ciò lo hanno capito tutti, le la componente di sinistra dell'Unione appare coesa al punto tale da spuntarla sui pacs, sul rilancio della scuola pubblica e della sanità pubblica, sulla stessa immigrazione e dipendenze.
Intanto oggi una importante manifestazione contro la guerra a Roma e in moltissime altre parti, in Europa e nel mondo, per protestare contro la guerra in Iraq e per la Pace in quelle regioni dove si muore di armi e di bombe nonostante tutti hanno dichiarato finita la guerra da due anni: e proprio in questa settimana i bombardieri americani hanno sferrato un attacco aereo in Iraq, tra i più violenti degli ultimi tre anni.
A questa manifestazione non hanno aderito né i DS, né la Cgil con il pretesto di non offrire il fianco alle provocazioni come a Milano.
La stupidità non è della politica e gli incidenti di Milano non hanno giustificazione alcuna se non nella grande opportunità offerta a Berlusconi e a tutti i partiti del centro-destra di oscurare i grandi temi di dibattito per queste elezioni e la stessa motivazione del corteo antifascista che si doveva tenere. Per una settimana le immagini di auto bruciate, di devastazioni e di gratuita violenza hanno tenuto le pagine dei giornali e alimentato i notiziari: grande pubblicità, e per giunta gratuita, alla campagna elettorale della CdL e di Berlusconi. Intanto, non si è parlato della manifestazione nazionale di Roma contro la legge Giovanardi-Fini sulle droghe alla quale hanno partecipato in massa i militanti dei centri sociali storici di Milano (come il Leoncavallo), non si è parlato della crisi dell'economia e dei dati sulla disoccupazione e precarizzazione del lavoro che proprio in quei giorni erano stati dati da importanti istituti di ricerca italiani, non si è parlato dell'arroganza del premier nelle sue teatrali manifestazioni/show televisivi.
Non si è parlato dell'antifascismo, che deve essere difeso a denti stretti, davanti alle svolte autoritarie di questo governo e del prossimo (nel caso di vittoria del centro-destra) nel quale saranno sempre più numerose le frange xenofobe, razziste, neonaziste e genetiste che sono state arruolate nelle file della Cdl, oltre che un esercito di condannati ed indagati (anche per reati di mafia) negli organici di alcuni dei partiti di Berlusconi & compani.
La stupidità e l'infantilismo deve essere messo fuori dalla politica: gli episodi di Milano non sono il segnale di una sana ribellione, ma solo una occasione mancata per rafforzare la protesta e la voglia di dire basta ad anni di mal governo e di governo ladro, per dire basta alla precarietà ed alla demolizione dello stato sociale: ma poi se i centri sociali storici erano a Roma a protestare, chi erano quelli che a Milano hanno devastato? A Genova, al G8, i provocatori è stato ampiamente documentato, in molti, venivano fuori dalle caserme di polizia e carabinieri; e a Milano?
Attenzione quindi ai temi della politica, in particolare per l'Unione: o si è chiari su quale governo sarà quello di Prodi, se sarà il governo che ritirerà i soldati dall'Iraq, che abrogherà le leggi/privilegio del governo Berlusconi, che riformerà le riforme che hanno umiliato lo stato sociale, la sanità, la giustizia e la scuola, o rischieremo di ritrovarci ancora, e chissà per quanto ancora, gli stessi personaggi di questi ultimi cinque anni, Lega compresa.
Si anche la Lega, che è stata finanche cacciata via dall'euro-gruppo della destra estrema "Indipendenza e democrazia" al Parlamento europeo: come indesiderabili e troppo xenofobi, sono stati allontanati dagli indesiderati del parlamento europeo.
Roberto Malinconico
attività
gli speciali
Newroz e Questione kurda
Concorso "la Cicala laboriosa"
Un viaggio per la memoria
Gli altri Speciali
 
.
normativa
.

Associazione Melagrana Onlus
COPYLEFT La riproduzione dei materiali presenti in questo sito è libera e incoraggiata - Se copiate, citate la fonte.