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Art. 11 L'italia ripudia la guerra - 16.06.06
Per le donne in Iraq la guerra è appena cominciata.

di Terry Judd pubblicato sul The Indipendent / Regno Unito

Avevo deciso di tradurre questo articolo, e dopo quattro ore sugli schermi dei computer passava la notizia dell’uccisione di Al Zarqawi, ed il conseguente esulto americano. Tempismo? Sesto senso femminile? La morte del nemico di Bush avrà qualche conseguenza sulla vita travagliata delle donne in Iraq? Non lo penso, ma è importante che si sappia come vivono le nostre amiche in Iraq e che tipo di vita ha regalato loro la missione di ripristino della democrazia voluta dagli Usa.

Le donne di Bassora sono scomparse. Tre anni dopo l’invasione guidata dagli americani, la secolare libertà delle donne, un tempo causa di invidia di tutte le donne del Medio Oriente e’ stata spazzata via perché l’Islam militante sta risvegliandosi attraverso tutto il paese.
Attraverso tutto l’Iraq, una sanguinosa e sotto soppressione delle donne ha preso piede. Molte donne sono state rasate per essersi rifiutate dio portare il velo o sono state gettate su di loro pietre per le strade perché si erano truccate. Altre sono state rapite e uccise per crimini che sono stati etichettati come ‘comportamento sconveniente.’Le insurrezioni contro il fragile e zoppicante stato ha lascito il paese in

mano ad estremisti il concetto di libertà non si estende alle donne.
Nel Sud del paese occupato dagli inglesi, dove le armate di Muqfada al Sadr’s hanno il loro quartiere generale le donne riportano che la situazione sia di gran lunga peggiore. Lì sono costrette a vivere chiuse in casa ed e se possono uscire lo possono fare solo coperte dagli scialli, e nascoste dietro i mariti o i padri. Indossare un paio di pantaloni può essere addirittura considerato un atto di ribellione, punibile con la morte.
Una donna di Bassora, conosciuta solo con il nome di Dottoressa Kefaya, stava lavorando all’ospedale nel reparto di pediatria e ginecologia alla città universitaria quando ha iniziato a ricevere minacce degli estremisti. Lei non li ha considerati. Poi, un giorno, un uomo è entrato nell’edificio e la uccisa.
Eman Aziz, una delle prime donne che ha parlato pubblicamente dei pericoli che le donne stanno affrontando ha detto: C’erano altre cinque persone nella lista di condannati con la dottoressa Kefaya. Esse sono continuamente minacciate: se continui a lavorare sarai uccisa ’.
Molte donne sono troppo impaurite per parlare, ma temendo che i loro diritti vengano cancellati per sempre, qualcuna ha avuto il coraggio di parlare
La dottoressa Kefaya non è stata la sola professionista uccisa negli ultimi mesi. La sig.ra Aziz parlando con la giornalista dell’Indipendent ha tirato fuori i nomi di altre amiche uccise. Tre colleghe della suo stesso anno universitario sono state uccise dopo l’invasione.:- La mia amica Sheda e sua sorella. Sono state minacciate. Un giorno facevano rientro a casa con altre due donne. Hanno sparato ed ucciso tutt’e quattro.- Il suo modo di parlare è penetrante e raggelante.
- E la mia amica Lubna, lei era con il suo fidanzato. Hanno sparato al braccio di lui, e hanno ucciso lei davanti agli occhi del suo uomo.
Sotto il regime di Saddam, le donne avevano un piccolo ruolo nella vita politica, ma per affari o per motivi di studio viaggiano indisturbate per il paese, e le loro figlie liberamente potevano incontrarsi con gli studenti all’università.
Dietro l’ondata degli attacchi dei ribelli, la violenza verso le donne che osano sfidare l’ortodossia Islamica si sta ingrandendo. Le fatwe(*) che impediscono le donne dal guidare o dall’essere in giro da sole sono emesse regolarmente. La polizia, in cui è infiltrata la milizia non hanno alcuna voglia o sono incapaci di opporsi ai fondamentalisti. C’è il timore che la legge islamica venga inserita nella nuova legislazione. La sig ra Aziz continua: - Nella religione mussulmana, se un uomo muore la sua eredità va al maschio della famiglia. Dopo la guerra Iran-Iraq c’erano cosi tante vedove che Saddam cambiò la legge cosi che il denaro andasse alle donne e i bambini: Ora siamo ritornati alla vecchia maniera.
C’è una paura crescente tra le donne con un certo grado di cultura, che a causa dell’estremo pericolo della vita giornaliera la problematica dell’oppressione delle donne non venga presa in considerazione. Nelle parole della sig.ra Kareem - Agli uomini è stata data la possibilità di parlare. Ma le donne non avranno la loro parte nella crescita di questo paese.-

(*) Si tratta di una condanna a morte emessa secondo la legge islamica che può essere eseguita da chiunque.

Traduzione ed adattamento di Roberta Pavone

   
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