www.improntesociali.info
www.vita.it - non profit online
.
home forum
.
diritti - 09.04.2005

3 e 4 Aprile 2005 - Elezioni Regionali

Ora il programma per un nuovo stato sociale

11 su 13 Regioni, la Provincia di Caserta, e tantissimi Comuni saranno amministrate dal centro sinistra.
Gli italiani hanno detto NO alle politiche di smantellamento dello stato del governo Berlusconi.

Oltre a conquistare 11 delle 13 regioni in palio, il centrosinistra ha battuto il centrodestra anche per numero di voti espressi: il 52,9% dei voti, contro il 45,1% del centrodestra.
Un vantaggio del centrosinistra di 7,8 punti percentuali che ribalta la situazione delle regionali del

2000.
Nelle ultime elezioni europee, appena meno di un anno fa, le due coalizioni avevano chiuso praticamente in parità con il 46,3% del centrosinistra e il 46,1% del centrodestra.
E' stata, quindi, una vittoria importante, quasi liberatoria, con un risultato a queste elezioni regionali del 2005 che vede 11 regioni su 13 affidate ad un governo di centro-sinistra; ma anche la maggioranza dei voti, degli oltre 40 milioni di italiani che hanno votato e premiato l'opposizione all'attuale governo di centro-destra.
Ancora più significativa è la vittoria di Nichi Vendola in Puglia. Un comunista che ha rotto il tabù che vedeva, comunque, perdere i voti dei moderati: questa volta la gente di Puglia, il feudo del centro-destra, la terra del giovanissimo Fitto da tanti indicato come l'erede naturale di Berlusconi alla guida di Forza Italia, il serbatoio inesauribile della destra di governo, ha detto basta. Vendola è il vento nuovo di un cambiamento non solo nello stereotipo culturale, ma anche etico della politica.
La stanchezza per questi ultimi anni di politiche governative all'insegna dello smantellamento dello stato sociale, di attacco alle più elementari regole della democrazia, ha prodotto una sfiducia tale nella gente, che quotidianamente deve fare i conti con i soldi della spesa, con il carovita e la precarietà occupazionale, da favorire una vera e propria inversione di tendenza, almeno sul piano amministrativo.
Ma non sono portato a credere che questa sia stata una vittoria che abbia premiato una diversa strategia di politiche di amministrazione delle regioni, considerato il forte vuoto progettuale che ancora si è evidenziato nella compagine di centro-sinistra. Infatti, più che una vittoria dell'Unione, questa sembra essere stata una sconfitta del polo di centro-destra e della sua presunzione di onnipotenza.
L'attacco alla Costituzione democratica ed antifascista, la riforma Moratti della scuola, la devolution ed in particolare lo smembramento dello stato sociale, a partire dalla sanità, l'assistenza e l'istruzione, la riforma del mercato del lavoro che ha precarizzato il futuro di milioni di famiglie e rubato ogni progetto di famiglia in migliaia e migliaia di giovani, lo svilimento continuo delle istituzioni e dello stato di diritto, hanno convinto, più di qualsiasi programma alternativo, milioni di elettrici e di elettori a sostenere i partiti della coalizione di centro-sinistra.
Né hanno attenuato la disfatta le folcloristiche uscite televisive dei ministri della Lega Nord, Calderoli e Castelli, rozzi esponenti di un progetto di restaurazione e di xenofobia che comunque continua ad andare avanti attraverso la devolution che -speriamo per il bene di tutti- solo un referendum popolare potrà arrestare.
Resta comunque da fare una, seppure amara, riflessione sulla deriva della politica.
Esiste una irrimediabile sproporzione tra le aspirazioni di un progetto di alternativa di società, in cui fortemente crediamo e condividiamo con una parte (purtroppo minoritaria) della società, e il riconoscimento tangibile che l'attuale società è disposta a riconoscere in termini di consenso elettorale.
Parliamo di trasformazione positiva della società, proponiamo -anche attraverso l'impegno di questo nostro foglio di informazione settimanale- e sosteniamo l'idea che "un mondo migliore è possibile", un mondo ed una società senza classi, senza sfruttamento, senza oppressione: una società di liberi ed uguali.
Purtroppo ci appare ancora lontano il momento di un reale confronto con una società che cerca di cambiare le sue regole; quelle stesse regole che portano alle guerre, alle povertà estreme, ai profughi perenni ed all'accaparramento delle ricchezze.
Lo scontro elettorale ci vede sorridere, ma di un sorriso amaro. È un po' come quando la squadra per la quale, comunque, abbiamo tifato ha vinto, ma solo per un autogol della squadra avversaria e, in ogni caso, dopo una partita scialba e senza un gioco chiaro e deciso.
Ed anche in questa occasione la metafora calcistica sembra calzare a pennello: una campagna acquisti più o meno riuscita e il risultato è venuto più per demerito altrui che per proprio merito.
Molto si è parlato dei danni, veri ed oggettivi in ogni senso, che ha prodotto lo schieramento avversario, quello del centrodestra, ma senza preoccuparsi più di tanto di proporre un proprio progetto alternativo e di migliore qualità della vita.
Noi crediamo possibile il superamento di questa società, non ci rasserena molto l'idea di pensare solo ad un suo "miglior governo".

Roberto Malinconico

attività
gli speciali
Newroz e Questione kurda
Concorso "la Cicala laboriosa"
Un viaggio per la memoria
Gli altri Speciali
 
.
normativa
.

Associazione Melagrana Onlus
COPYLEFT La riproduzione dei materiali presenti in questo sito è libera e incoraggiata - Se copiate, citate la fonte.