Le conclusioni delle Tavole
rotonde
2 - Politica e informazione sociale.
Moderatore: Enzo Falco, responsabile programma Fed.
Verdi
Il rapporto tra Politica
e Informazione sociale è di reciproca contaminazione,
nella comune costruzione di un futuro migliore.
A) L'Informazione sociale deve dare voce alle tantissime
esperienze positive che ci sono. In questo modo avrà più possibilità di
vincolare e modificare la Politica per riorientarla
verso la costruzione di una Economia, non incentrata
sul mercato, ma sui valori ambientali e sociali,
cioè quella Economia che riesce a costruire
tasselli di qualità della vita:
- servizi alla persona, in particolare i più deboli;
- manutenzione del territorio;
- tutela/ricostruzione del paesaggio;
- sviluppo dell'istruzione e dei processi culturali
(non quelli dell'industria culturale che, essendo
legata al mercato, distribuisce - a costi diventati
inaccessibili ai più - solo i "prodotti" che
fanno cassetta, inducendo solo certi modelli culturali);
- rivestimento nei saperi tradizionali (innovati
anche le nuove tecnologie);
- energia da fonti rinnovabili;
- mobilità sostenibile.
B) La Politica, quella che non vuole rinunciare a
costruire un mondo migliore, quella che vuole trasformare
l'Economia di mercato (che crea solo disuguaglianze,
concentra sempre di più la ricchezza nelle
mani di pochi, espelle continuamente lavoratori dai
cicli produttivi, non consente ai giovani, anche
fortemente professionalizzati, di entrare nel mondo
del lavoro, crea solo lavoro precario) o almeno costruire
una Economia parallela (Economia sociale e ambientale),
deve investire nell'Informazione sociale, per dare
credibilità e consapevolezza che c'è la
possibilità di percorsi diversi.
- Discriminante di fondo per realizzare questi nuovi
percorsi è la attivazione di tutti gli strumenti
oggi conosciuti e che hanno trovato già utili
sperimentazioni: Agenda 21 locale, Bilancio partecipativo,
Contabilità ambientale, tutti quegli strumenti
che si fondano su un forte approccio partecipativo.
- Un'altra cosa importante da fare è mettere
in rete tutte le esperienze di Informazione sociale,
quelle già esistenti, come "Impronte
sociali", "Carta - Cantieri sociali"- "Lavori
in movimento", ma anche utilizzando i nuovi
strumenti come le TV comunali.
C) La possibilità di finanziare tutto questo
non può prescindere dallo stabilire nuove
priorità nei bilanci delle Istituzioni e,
in generale, dalla necessità di una più equa
redistribuzione della ricchezza prodotta.