Le conclusioni delle Tavole
rotonde
4 - Scuola e informazione sociale.
Moderatore: Maurizio Piscitelli, Ufficio scolastico
regionale della Campania
Sono Maurizio Piscitelli
e mi occupo di politiche sociali presso la direzione
generale dell'ufficio
scolastico regionale della Campania e ho avuto il piacere
di seguire i lavori di un gruppo che si occupava di
scuola e di informazione sociale. Cercherò di
sintetizzare al massimo perché più della
mia chiacchierata è stato interessante il dibattito
che ha fatto, dal quale sono emersi una serie di spunti
critici/problematici, che ci hanno, praticamente, condotti
a una conclusione comune. Sono più provocazioni
che non certezze.
Si è messo in evidenza come la scuola stia cambiando,
nonostante i tentativi di riforma che falliscono, vanno
in porto, che durano da tanto tempo al punto che oggi
in Italia si può parlare di una vera "lifelong
learning": sono ormai 10 anni che ne parliamo,
ma non si arriva ancora a una conclusione condivisa,
quindi, quello che cambia, non solo in Italia, ma in
tutto il mondo, è proprio l'istituzione scuola.
La scuola prima era l'unico luogo depositario del sapere
e deputato alla trasmissione del medesimo alle giovani
generazioni. Oggi, invece, la scuola si configura come
una delle agenzie formative che dialoga, interagisce
con le altre che magari riserva per se una sorta di
primato cronologico se volete anche morale, ma sicuramente
non pretende più di detenere il monopolio della
formazione. I processi comunicativi hanno fatto capolino
nella scuola solo di recente considerando che probabilmente
hanno coinciso con l'avvento della scuola dell'autonomia,
all'attenzione per i processi della comunicazione.
La scuola dell'autonoma italiana è recentissima, è nata
nel '97, e forse solo oggi giungono dei primi risultati,
ma siamo solo all'inizio.
Abbiamo pensato che in effetti questo tipo di scuola
debba necessariamente ricorrere a un sistema di comunicazione,
di informazione più libero, più moderno
e soprattutto per mettere in rete le buone prassi,
per far circolare le tante e numerosissime buone azioni
che si compiono anche nella nostra regione, ma che
spesso non vengono conosciute dagli altri.
L'integrazione è una prassi molto difficile,
ma testata e raggiunta in qualche caso; io sono spettatore
di molti casi in cui l'integrazione viene raggiunta
nella nostra regione, e ho portato l'esempio di un
progetto che viene portato avanti da tre anni che è il
progetto I CARE. I Care è condotto da un'associazione
di volontariato che ho il piacere di presiedere che
si chiama AVO. L'ufficio scolastico regionale ne è partner
primario, perché il progetto si fa nelle scuole è partito
tre anni fa nelle scuole delle periferie degradate
di Napoli e oggi viene esteso a una ventina di comuni
della provincia di Napoli. Molto sinteticamente in
che cosa consiste: un ragazzo che presta servizio civile,
opportunamente formato viene inserito in un contesto
scolastico con un ruolo non di docente, non di insegnante
di sostegno, ma di mediatore sociale, di mediatore
culturale, con il compito di intercettare disagi, di
segnalarli a chi di dovere e insieme con chi preposto
a questo cercare di arginare il rischio. Le percentuali
di successo sono elevatissime, il progetto è stato
riconosciuto come uno dei migliori in Europa da una
commissione istituita dall'unione europea per l'intercettazione
delle migliori prassi nel campo della lotta al lavoro
minorile e alla dispersione scolastica; è stato
già presentato con queste caratteristiche al
pubblico europeo l'anno scorso, a marzo a Parigi, e
la settimana prossima farò lo stesso a Bucarest.
Quindi vi dicevo la necessità di una formazione
più moderna, più attenta alle esigenze
del territorio, deve lottare anche con i nostri limiti
contrattuali che non vedono più nell'aggiornamento
uno strumento per avanzare nella carriera. Bisogna
che gli insegnanti abbiano una maggiore motivazione
e capacità di mettersi in relazione con il volontariato
e con le realtà del territorio creando sinergie
nuove che possano rappresentare nuove opportunità e
risorse per ciascuno. |