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iniziative - Viaggio della memoria - 16.06.05

I tre giorni di un viaggio per la Memoria

Quando nacque l'idea di "Un Viaggio per la Memoria" le reazioni di coloro a cui fu proposto furono di due tipi: da un lato entusiastiche, non si vedeva l'ora di affrontare una simile esperienza, insieme. Per la prima volta, infatti, era stata ideata qualcosa che coinvolgesse l'Associazione tutta, in un evento prolungato nel tempo, insomma decisamente interessante. Dall'altro però venne fuori lo sconcerto, lo scetticismo e la paura di non riuscire a sostenere la durezza e l'impressione di quei luoghi.
Prima 10, 14, 36, infine 53. Tante le persone di questo gruppo di 'strani visitatori', un gruppo lievitato velocemente, e sarebbe aumentato ancora se non ci fosse stato un limite materiale imposto dalla capienza degli autobus. Ciò testimonia la valenza e l'importanza di un simile viaggio - forse uno dei pochi organizzati e finalizzati alla visita di un campo di sterminio - ma segna anche la sensibilità di tanti cittadini - giovani, adulti, persone semplici, professionisti - a questi temi, e la necessità di 'vedere' la storia, toccare con mano, piangere laddove tanta gente, per il solo fatto di essere nata, ha pianto.
Domenica scorsa ad Aushwitz tanti di noi hanno pianto davanti alle bacheche dove erano raccolti i vestitini dei bambini del campo. Tanti di noi sono rimasti increduli davanti ai letti di pagliericcio dove oggi nemmeno gli animali da stalla dormirebbero più. Poi alla tristezza è subentrata l'incredulità, su quanto potesse essere allucinante concepire, ad esempio, una prigione - come se non bastasse il campo con doppia rete di filo spinato elettrificato - per i reati commessi all'interno del campo.
Le impressioni di tutti sono state unanimi: è stato decisamente l'atto criminale più terribile che si potesse concepire contro il genere umano, per la ferocia, la determinazione, la sistematicità di tutti gli atti commessi in quei luoghi.
" Un Viaggio per la Memoria", per fortuna, non è stato solo quello; è stato anche un allegro viaggio in aereo - che per qualcuno è stato il primo - dove l'aeromobile si è trasformato in una specie di autobus: ognuno si alzava, parlava, scherzava, si fotografava, con buona pace delle hostess 'disperate' alle prese con 53 'indisciplinati' passeggeri. "Un Viaggio per la Memoria" è stato anche condividere le notti in camere ed i pasti nei ristoranti. E' stato anche una visita nella elegante Cracovia, sebbene sotto una pioggia incessante che ha reso l'atmosfera decisamente molto più tipica dei Paesi del Nord. "Un Viaggio per la Memoria" è stato anche trascorrere le serate insieme nei localini tipici di Cracovia, tutti insieme a ridere e scherzare, come non si faceva da tempo. "Un Viaggio per la Memoria" infatti è stato anche nuove amicizie tra gente che non si era mai vista prima, intrecciando così nuove relazioni i amicizia e di collaborazione reciproca.
" Un Viaggio per la Memoria" è stato, infine, anche il primo evento del genere coordinato dall'Associazione Melagrana Onlus, che senza intermediari né agenzie, è riuscita ad organizzare al meglio il fine settimana di permanenza polacca per i 53 partecipanti, con l'occhio sempre rivolto alla qualità e l'altro verso i prezzi, mantenuti più bassi possibile, in modo da consentire a tutti di poter accedere a questa visita. Perché tutto quello che si è visto rimanga nella memoria. Perché questo viaggio sia permanete per la Memoria.

Diego Martinisi

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