I tre giorni di un viaggio per la Memoria
Quando nacque
l'idea di "Un Viaggio per
la Memoria" le reazioni di coloro a cui
fu proposto furono di due tipi: da un lato
entusiastiche, non si vedeva l'ora di affrontare
una simile esperienza, insieme. Per la prima
volta, infatti, era stata ideata qualcosa che
coinvolgesse l'Associazione tutta, in un evento
prolungato nel tempo, insomma decisamente interessante.
Dall'altro però venne fuori lo sconcerto,
lo scetticismo e la paura di non riuscire a
sostenere la durezza e l'impressione di quei
luoghi.
Prima 10, 14, 36, infine 53. Tante le persone
di questo gruppo di 'strani visitatori', un
gruppo lievitato velocemente, e sarebbe aumentato
ancora se non ci fosse stato un limite materiale
imposto dalla capienza degli autobus. Ciò testimonia
la valenza e l'importanza di un simile viaggio
- forse uno dei pochi organizzati e finalizzati
alla visita di un campo di sterminio - ma segna
anche la sensibilità di tanti cittadini
- giovani, adulti, persone semplici, professionisti
- a questi temi, e la necessità di 'vedere'
la storia, toccare con mano, piangere laddove
tanta gente, per il solo fatto di essere nata,
ha pianto.
Domenica scorsa ad Aushwitz tanti di noi hanno
pianto davanti alle bacheche dove erano raccolti
i vestitini dei bambini del campo. Tanti di
noi sono rimasti increduli davanti ai letti
di pagliericcio dove oggi nemmeno gli animali
da stalla dormirebbero più. Poi alla
tristezza è subentrata l'incredulità,
su quanto potesse essere allucinante concepire,
ad esempio, una prigione - come se non bastasse
il campo con doppia rete di filo spinato elettrificato
- per i reati commessi all'interno del campo.
Le impressioni di tutti sono state unanimi: è stato
decisamente l'atto criminale più terribile
che si potesse concepire contro il genere umano,
per la ferocia, la determinazione, la sistematicità di
tutti gli atti commessi in quei luoghi.
"
Un Viaggio per la Memoria", per fortuna,
non è stato solo quello; è stato
anche un allegro viaggio in aereo - che per
qualcuno è stato il primo - dove l'aeromobile
si è trasformato in una specie di autobus:
ognuno si alzava, parlava, scherzava, si fotografava,
con buona pace delle hostess 'disperate' alle
prese con 53 'indisciplinati' passeggeri. "Un
Viaggio per la Memoria" è stato
anche condividere le notti in camere ed i pasti
nei ristoranti. E' stato anche una visita nella
elegante Cracovia, sebbene sotto una pioggia
incessante che ha reso l'atmosfera decisamente
molto più tipica dei Paesi del Nord. "Un
Viaggio per la Memoria" è stato
anche trascorrere le serate insieme nei localini
tipici di Cracovia, tutti insieme a ridere
e scherzare, come non si faceva da tempo. "Un
Viaggio per la Memoria" infatti è stato
anche nuove amicizie tra gente che non si era
mai vista prima, intrecciando così nuove
relazioni i amicizia e di collaborazione reciproca.
"
Un Viaggio per la Memoria" è stato,
infine, anche il primo evento del genere coordinato
dall'Associazione Melagrana Onlus, che senza
intermediari né agenzie, è riuscita
ad organizzare al meglio il fine settimana
di permanenza polacca per i 53 partecipanti,
con l'occhio sempre rivolto alla qualità e
l'altro verso i prezzi, mantenuti più bassi
possibile, in modo da consentire a tutti di
poter accedere a questa visita. Perché tutto
quello che si è visto rimanga nella
memoria. Perché questo viaggio sia permanete
per la Memoria.
Diego Martinisi