Febbraio 1943: mentre la guerra di Hitler imperversa
sanguinaria sul fronte orientale, Sophie Scholl,
suo fratello Hans e altri tre studenti dell'università di
Monaco scrivono, stampano e distribuiscono sei
opuscoli che invitano alla resistenza passiva al
regime nazionalsocialista e al sostegno dell'idea
di una Germania federata perfettamente aderente
ai principi democratici e cristiani di tolleranza
e giustizia. Il movimento degli studenti viene
scoperto e denunciato alla Gestapo che cattura
i fratelli Scholl e il giovane medico austriaco
autore dei libelli. Sophie Scholl è l'unica
donna che si unisce al gruppo; una ragazza come
tante, che il tempo matura in una combattente audace
ed impegnata. I tre vengono sottoposti ad un processo
lampo che stabilisce la loro condanna a morte.
Il film riesce a raccontare e a filtrare la forza
delle idee di questi giovani ma convinti reazionari
pronti a pagare, con dignità, il prezzo
della propria stessa vita a sostegno di un'idea
ritenuta giusta.
La pellicola insegna che la storia può ancora
emozionare, quando, sceverata dal nozionismo del
quale solitamente si veste, diviene il racconto
della passione che i piccoli uomini hanno infuso
nelle loro piccole e grandi lotte. La pellicola
insegna ancora che non si può e non si deve
dimenticare l'orrore della dittatura nazista e
che è sbagliato attribuire all'intero
popolo tedesco la colpa di aver appoggiato il
dilagare
di un'ideologia sanguinaria: la flebile e repressa
voce della resistenza ha sempre con fatica fatto
sentire il suo grido di protesta e di richiesta
di un mondo migliore.
Stefania De Lucia
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