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Lettera aperta al governo
tedesco
Libertà per l'uomo politico kurdo Remzi Kartal -
No all'estradizione di Kartal in Turchia
Abbiamo appreso con costernazione la notizia
dell'arresto di Remzi Kartal, un ex membro del Parlamento
turco e del DEP (Partito Democratico), attualmente vice-presidente
del Kongra-Gel (Congresso del Popolo del Kurdistan); Kartal
è stato arrestato dalle autorità tedesche,
su richiesta della Turchia, il 22 gennaio, mentre si trovava
a Norimberga per partecipare ad un evento culturale.
Remzi Kartal è un eminente uomo politico kurdo, che
principalmente ha operato in Europa per una soluzione democratica
e pacifica della Questione Kurda sin dal 1994, anno in cui
fuggì dalla Turchia. I suoi compagni del DEP, i parlamentari
Hatip Dicle, Leyla Zana, Orhan Dogan e Selim Sadak, furono
imprigionati per aver parlato in kurdo all'interno del Parlamento
Turco; essi sono stati soltanto recentemente rilasciati,
a seguito di una campagna di mobilitazione di portata internazionale.
Remzi Kartal è molto noto ai politici e alle cariche
istituzionali europee, per la sua instancabile ricerca d'una
pacifica soluzione politica della Questione Kurda in Turchia;
è rispettato e
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Selim SADAK, Leyla ZANA,
Orhan DOGAN, Hatip DICLE
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benvoluto all'interno dell'intero movimento
kurdo e fra i suoi sostenitori. Il suo arresto può
considerarsi un attacco alla legittimità della lotta
politica portata avanti da tutti i Kurdi.
Il suo attuale arresto sembra essere la conseguenza dell'incontro
avvenuto a metà gennaio, ad Ankara, fra i rappresentanti
degli USA, della Turchia e del Governo Iracheno. Uno dei
punti di discussione è stata la richiesta della Turchia
agli USA di eliminare i 5000 guerriglieri del Kongra-Gel
stanziati sulle montagne del Kurdistan del Sud (Iraq settentrionale);
la Turchia ha inoltre chiesto all'Unione Europea di agire
contro le organizzazioni kurde presenti in Europa.
USA e Turchia hanno costantemente spinto i governi europei
ad adottare misure restrittive nei confronti del Kongra-Gel
e dei suoi sostenitori presenti fra i Kurdi della diaspora,
in Europa. Noi chiediamo al governo tedesco di resistere
a tale pressione, di non partecipare al processo di criminalizzazione
del popolo kurdo e al tentativo di ostacolare il raggiungimento
di una soluzione politica della Questione Kurda.
Non è ancora dato sapere quali accuse gravino su
Remzi Kartal; per il momento rimarrà in prigione
in Germania, ancora per circa 40 giorni, in attesa che le
autorità tedesche ricevano formale richiesta di estradizione
da Ankara.
Remzi Kartal gode della condizione di rifugiato politico
in Belgio, e il mancato riconoscimento da parte della Germania
di una tale protezione costituirebbe una palese violazione
delle norme internazionali.
Il 20 gennaio la Corte d'Appello olandese ha respinto per
la seconda volta la richiesta del governo olandese di estradare
la ben nota attivista kurda Nuriye Kesbir, basandosi sul
ben poco attendibile impegno della Turchia di non avvalersi
di metodi di tortura. La stessa considerazione potrebbe
valere riguardo a Remzi Kartal, qualora egli fosse estradato
in Turchia.
Procedendo all'arresto di Remzi Kartal la Germania ha reso
ancor più complicato il raggiungimento di una soluzione
pacifica della Questione Kurda e al tempo stesso ha leso
i tentativi di democratizzazione della Turchia, incoraggiando
il ripetuto utilizzo della tortura, le violazioni dei diritti
umani, la politica di assimilizzazione, negazione e annientamento
nei confronti dei Kurdi.
Noi chiediamo, animati da spirito di pace, democrazia e
riconciliazione, la liberazione immediata di Remzi Kartal
e il respingimento di qualsiasi richiesta di estradizione
avanzata dalla Turchia.
Distinti Saluti
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