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Newroz e Questione kurda - 21.03.2005

21 marzo 2005 - Il Newroz a Van - Testimonianza della Scuola per la Pace di Lucca

Siamo atterrati sabato a metà giornata sul magnifico altopiano di Van (1700 m di altitudine) circondato da montagne innevate ed al bordo del grandissimo lago di Van l'accoglienza è stata cordialissima da parte dei responsabili del nostro ricevimento e la sera abbiamo cenato con la sindaco kurda di Bostanici. Stasera mentre nevica abbiamo cenato e cantato con il gruppo di giovani kurdi, ragazzi e ragazze, cui siamo
stati affidati.
Il Newroz qui è stato anticipato a domenica 20 perché le autorità scolastiche statali non avrebbero consentito festa alle scuole lunedì ed è stata una fortuna perché oggi lunedì nevica alla grande. Lo scenario era superbo: un grande prato verde sotto la ciclopica roccia sulla quale si ergono i residui della antica capitale del regno di Urartu (IX sec aC) con il lago a ovest e le montagne innevate intorno agli altri lati. Il grido ricorrente : Apo (Ocialan) nostro presidente.

Un vecchio in lacrime ci ha fermato per invocare il diritto dei kurdi ad avere un loro presidente. I saluti e le strette di mano per noi 8 unici stranieri presenti si sprecavano. Anche il telegiornale di domenica sera ha riportato i nostri nomi. Qui il basso tenore di vita è evidente dai visi dei bambini e dalle povere scarpe in gomma indossate del tutto consumate. Ma abbiamo deciso di entrare in questi temi dopo aver meglio approfondito la situazione.
Ugualmente per quanto riguarda i diritti umani.
Al Newroz di VAN hanno partecipato 300 mila persone. Un giorno per manifestare (dove è stato consentito) lo orgoglio di essere kurdi di fronte a 364 di negazione di esistere in quanto tali.
L' atmosfera è stata molto festosa anzi entusiasmante e la polizia molto tollerante rispetto al clima dello scorso anno a Diyarbakir. Non così, leggiamo, in altre parti.
Qui entriamo in un capitolo scottante cioè quello dei diritti umani e delle violazioni dei più elementari di essi quale l' uso della propria lingua da parte di 20 milioni di persone che entro 10 anni a causa della dinamica demografica supereranno in numero i turchi.
Dopodomani incontreremo la delegazione dei diritti umani ed altre organizzazioni civili e abbiamo una lista di domande da fare e di notizie da verificare alcune delle quali molto gravi. Siamo contenti di essere venuti (e un pò più numerosi dell' anno scorso) perché il tema del silenzio ufficiale europeo quasi tombale sulla reale situazione dei kurdi è vergognoso (sappiamo che la Turchia ha promesso di migliorare il diritto di famiglia e tutti i nostri governanti a fregarsi le mani e dire :'vedete come siamo stati bravi e come sono bravi questi prossimi nostri associati!').
Terminiamo ricordando come dopo 6 anni di cessazione unilaterale dell'uso delle armi i kurdi avessero dichiarato settimane fa che avrebbero atteso fino al Newroz i cambiamenti rimasti sulla carta e poi avrebbero ripreso la libertà di iniziativa. Dopodomani parleremo anche di questo punto cruciale del prossimo futuro di questa regione.
Un saluto dalla delegazione della Scuola per la Pace presente in Kurdistan per il NEWROZ (Cinzia, Elisa Maria Pia, Maria, Brunella, Gabriella, Mirko, Aldo).

Fonte: www.uikionlus.com

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