|
Un vecchio in lacrime ci ha
fermato per invocare il diritto dei kurdi ad
avere un loro presidente. I saluti e le strette
di mano per noi 8 unici stranieri presenti si
sprecavano. Anche il telegiornale di domenica
sera ha riportato i nostri nomi. Qui il basso
tenore di vita è evidente dai visi dei
bambini e dalle povere scarpe in gomma indossate
del tutto consumate. Ma abbiamo deciso di entrare
in questi temi dopo aver meglio approfondito
la situazione.
Ugualmente per quanto riguarda i diritti umani.
Al Newroz di VAN hanno partecipato 300 mila
persone. Un giorno per manifestare (dove è
stato consentito) lo orgoglio di essere kurdi
di fronte a 364 di negazione di esistere in
quanto tali.
L' atmosfera è stata molto festosa anzi
entusiasmante e la polizia molto tollerante
rispetto al clima dello scorso anno a Diyarbakir.
Non così, leggiamo, in altre parti.
Qui entriamo in un capitolo scottante cioè
quello dei diritti umani e delle violazioni
dei più elementari di essi quale l' uso
della propria lingua da parte di 20 milioni
di persone che entro 10 anni a causa della dinamica
demografica supereranno in numero i turchi.
Dopodomani incontreremo la delegazione dei diritti
umani ed altre organizzazioni civili e abbiamo
una lista di domande da fare e di notizie da
verificare alcune delle quali molto gravi. Siamo
contenti di essere venuti (e un pò più
numerosi dell' anno scorso) perché il
tema del silenzio ufficiale europeo quasi tombale
sulla reale situazione dei kurdi è vergognoso
(sappiamo che la Turchia ha promesso di migliorare
il diritto di famiglia e tutti i nostri governanti
a fregarsi le mani e dire :'vedete come siamo
stati bravi e come sono bravi questi prossimi
nostri associati!').
Terminiamo ricordando come dopo 6 anni di cessazione
unilaterale dell'uso delle armi i kurdi avessero
dichiarato settimane fa che avrebbero atteso
fino al Newroz i cambiamenti rimasti sulla carta
e poi avrebbero ripreso la libertà di
iniziativa. Dopodomani parleremo anche di questo
punto cruciale del prossimo futuro di questa
regione.
Un saluto dalla delegazione della Scuola per
la Pace presente in Kurdistan per il NEWROZ
(Cinzia, Elisa Maria Pia, Maria, Brunella, Gabriella,
Mirko, Aldo).
Fonte: www.uikionlus.com
|