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Newroz
e Questione kurda -
18.03.03 |
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SPECIALE NEWROZ 2003
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Dal nostro delegato Roberto Malinconico Istanbul 18/03/03
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Istambul Social
Forum - Il primo a sinistra è l'avv. Carmine Malinconico,
responsabile della delegazione italiana.
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17.3.03 h. 11.00
INCONTRO CON I LEGALI DI OCALAN
Lo studio presso il quale ci siamo recati è stato
formato nel momento dell'incarcerazione del leader Kurdo, e consta di
circa 200 avvocati che si occupano della causa, di cui 10 appartenenti
direttamente allo studio.
Dopo un breve resoconto sulla storia nota del leader kurdo fino alla sua
incercerazione del 15 febbraio 1999, Ysel Tugluk - avvocatessa di Ocalan
denunciata e condannata a tre anni di reclusione per aver chiamato in
pubblico il Presidente con il prefisso di "Signor" - , ci spiega
che nonostante siano recentemente intervenute riforme interne che permettono
di scrivere e parlare in lingua kurda anche pubblicamente e che hanno
abolito la pena di morte, nella vita di tutti i giorni non c'è
ancora vera attuaizone di questi principi: manca libertà di scrivere
e pensare in maniera liberale, e le scelte della Turchia sono state maggiormente
influenzate dal desiderio di entrare in Europa più che dal sentimento
riformista e democratico da tanti anelato.
Per quanto riguarda le condizioni del Presidente, un altro avvocato, Mahmut
Sakar, ci racconta che sono riusciti ad incontrare il Presidente per l'ultima
volta il 12 marzo scorso, dopo ben 102 giorni durante i quali il permesso
gli
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veniva
sempre negato adducendo motivazioni inconsistenti. Il Presidente è molto provato
sia nel corpo - è infatti rinchiuso in una cella molto piccola con
scarse possibilità di movimento e si trova in condizioni di salute
non ottimali -, sia nello spirito - controllato a vista, senza possibilità di
avere contatti con l'esterno se non attraverso un canale radio e le visite
dei familiari ed avvocati quando raramente vengono concesse.
I due avvocati hanno infine affrontato la questione della sentenza della
Corte Europea Dei Diritti dell'Uomo che ha recentemente condannato la
Turchia
per il processo di Ocalan; gli avvocati non si dicono soddisfatti poiché
la sentenza non si è pronunciata sul merito della questione, ma
ha analizzato aspetti meramente procedurali. Sarebbe pertanto auspicabile
e
necessario ricorrere per una revisione di questa sentenza che, seppur
positiva nel risultato, si rinuncia prendendo anche posizione nel merito
sulla questione
kurda.
Infine gli avvocati ritengono che l'ingresso in Europa possa agevolare
la risoluzione pacifica della questione kurda, e che pertanto l'apertura
alla
comunità potrebbe segnare una svolta decisiva nella questione |
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| 17.3.03 h. 14.30
INCONTRO CON LE MADRI DELLA PACE
E' un'associazione che taglia trasversalmente le etnie
e le questioni di appartenenza, poichè raggruppa al suo interno
le madri di qualsiasi nazionalità ed origine.
Incontriamo in particolare quattro madri delle quali due kurde, una turca
ed una georgiana, accomunate dall'esperienza del dolore per la perdita
di un figlio, dal concetto della risoluzione pacifica delle controversie,
della necessità di porre sopra tutto la coesistenza pacifica e
democratica ovunque.
Come tali esse si dichiarano contrarie alla guerra in Iraq, e si fanno
portatrici di questo messaggio in ogni questione che possa essere efficacemente
risolta attraverso un modo pacifico e rispettoso.
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Istanbul - Comitato
contro la Guerra - La ragazza che scrive al tavolo è Imma
D'Amico
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18.3.03
h. 11.30 LA TURCHIA AD UNA SVOLTA IMPORTANTE
In queste ultime ore il governo turco sta definendo le
ultime procedure per ripresentare al parlamento la mozione per concedere
l'autorizzazione degli spazi aerei e delle basi militari alle truppe americane
nella imminente guerra all'Iraq.
Il passaggio dei militari in guerra sembra essere cosa oramai fatta: nelle
scorse settimane solo 4 voti di differenza impedirono questa autorizzazione.
Il grosso prestito economico (16 mld di dollari promessi dall'amministrazione
Bush in caso di chiaro schieramento con gli USA), rassicurazioni sulla
questione kurda ed un ruolo diretto nella gestione del dopo guerra nell'area,
sono i punti di forza del governo turco per approvare la richiesta di
autorizzazione al passaggio dei militari americani.
La maggioranza della popolazione turca e kurda di nazionalita' turca e'
contraria a questa guerra e convinti che il Parlamento alla fine non approvera'
la mozione del governo.
La Turchia e' quindi nel cuore di questa crisi ed al centro di una guerra
che mietera' centinaia di migliaia di vittime innocenti.
La regione kurda della Turchia Sud orientale e' gia quindi regione di
guerra e da questo confine con l'Iraq partiranno le truppe americane per
raggiungere Bagdad.
L'ONU e' stato depotenziato pienamente da questa decisione unilaterale
dell'amministrazione Bush che anche nel suo fedele alleato britannico
sta perdendo importanti consensi.
L'Europa non vuole questa guerra, non solo alcuni governi (Francia e Germania
in testa) ma la gente tutta che ha vissuto sulla propria pelle e nelle
citta' e paesi gli orrori dell'ultima guerra mondiale.
Forte si e' levato il monito del Santo Padre agli orrori della guerra
ingiusta sempre anche se fosse stata autorizzata dall'ONU.
La nostra delegazione segue con apprensione gli sviluppo della crisi internazionale
ed in particolare sul territorio turco.
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Manifesti per il
No alla guerra
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| 18.3.03 H. 11.50
la delegazione contatta il Consolato Italiano ad Istanbul
Una delegazione di cinque persone guidata
dal responsabile degli osservatori di pace al Newroz 2003, Avv. Carmine
Malinconico, ha incontrato il responsabile |
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per il consolato
italiano ad Istambul per avere garanzie sulla liberta' di spostamento
sul territorio turco per
gli
80
osservatori di Pace della delegazione.
Infatti, la delegazione e' attesa a Diyarbakir nel pomeriggio di oggi.
Da questa importante citta' kurda della Turchia sud orientale ai confini
con l'Iraq e la Siria la delegazione si suddividera in cinque gurppi che
andranno nelle citta' di frontiera di Batman, Diyarbakir, Dogubeyazit,
Van, Nusaybin.
Prima della partenza la delegazione incontrera' il DEHAP (Partito Democratico
del Popolo), nuova formazione politica che ha preso il posto dell'ADHEP
che il governo turco ha messo fuorilegge la scorsa settimana perche' considerato
troppo vicino al partito di Ocalan.
Ultimo incontro prima della partenza con l'associazione dei profughi GOC
DER. Roberto Malinconico Da Istanbul comunicato ASEMO - Agenzia
Stampa Edizioni Melagrana Onlus
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