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Istambul - Piazza
Taksim
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20.3.03 h. 03.00
Considerazioni ai confini del mondo ai margini della guerra dentro il dramma
dei profughi
...NOT IN MY NAME "Le persone muoiono,
ma la storia le rende immortali
le fa rivivere
fino a che
la nuova gente non uccide
i ricordi
cancellandoli quasi con disprezzo come se
l'odio
il dolore, le atrocità
fossero solo un risultato,
ricordi ingigantiti
e sbiaditi allo stesso tempo
dalle lacrime
della terra."
Elena Bernardi
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A 100 km dal confine... A 100 km dal confine succede che ti chiedono brevi riflessioni
sulla guerra, e l'unica immagine che ti viene in mente è quella
di un mondo riunito intorno ad un grande fuoco a chiacchierare di cazzate,
argomenti su cui fare passare il tempo che manca allo scoccare della fatidica
ora: il capodanno della guerra, il "vecchiume" della pace che
brucia ineluttabilmente.
L'evento mediatico si nutre di se stesso, troppo reale per sembrare tale
e per essere preso davvero sul serio, se non fosse per gli occhi di quei
profughi, per il rumore così assordante di quegli aerei, per la
devastazione tragicamente desolante di quelle bombe.
A 100 km dal confine la guerra non è un film, ma è l'angoscia
di sapere che accadrà, e la consapevolezza insieme della tua impotenza...
...fino all'ultimo ci avevi creduto, avevi sperato, avevi lottato...la
prima vittima è significativamente un pacifista, che muore
nell'intento di portare un simbolo in alto ,troppo
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in alto, talmente
in alto che la caduta è fatale.
La fine di ogni speranza fa tremendamente male, brucia come il fuoco ed
il ghiaccio insieme.
A 100 km dal confine fanno ridere le previsioni della Cnn sui venti a
favore delle truppe americane che invaderanno dal Kuwait, e fanno paura
gli sventolati appalti per la ricostruzione.
Tutto predeterminato? Tutto già scritto? Tutto già finito?
La guerra indolore, silenziosa, insapore.
A 100 km dal confine la guerra non è una questione di 72 ore...diventa
questione di secondi, del tempo di morire e di vivere, di un conto alla
rovescia, di un capodanno da ricordare e da dimenticare insieme, almeno
fino al prossimo...
Meno tre, due, uno...
...a chi tocca decidere chi deve vivere e chi deve morire?
...e perchè tocca proprio a qualcuno? dalla delegazione degli Osservatori di Pace a Batman: Elena Bernardi, avvocata di Bologna
Roberto Malinconico, psicologo di Caserta
Stefania Ceccarelli, impiegata di Roma
Peppe Micciarelli, studente di Napoli
Imma D'Amico, studentessa di Caserta
Andrea Cicero, laureato in lettere di Messina NO WAR, ONLY FOR PEACE Da Batman comunicato ASEMO del 20-3-03 ore 2,30
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