Recensione
- "Impronte sociali" n. 47 del 26-11-05
“Il
lavoro rende liberi”
Il romanzo di Lucio Romualdi
Nella vita di un libero professionista,
in una giornata di primavera del 2000, irrompe un uomo che
gli
consegna un fascicolo dal titolo strano. E' il rapporto di
un ex ufficiale dei servizi segreti italiani che operava nella
Berlino del 1944, nel quale viene raccontata nei particolari
una missione segretissima per salvare Hitler dalla cattura.
Il professionista legge, indaga e scopre una verità agghiacciante
che potrebbe far riscrivere la storia. Una missione nella quale
americani ed inglesi sono alleati con il nemico numero uno "la
Germania nazista". Il protagonista, capitano Fox, scopre
cose impensabili e anche il lato umano della guerra insieme
al suo nemico-amico, un ufficiale Gestapo. Un racconto di girone
dantesco fatto da un uomo del terzo millennio, il quale incontra
Fox, tuttora in vita , e con lui divide questi momenti vissuti
e scopre l'ultima verità agghiacciante. Hitler è morto
nel bunker oppure ha vissuto normalmente dopo la guerra fino
alla fine naturale dei suoi giorni? Un avvincente romanzo di
fanta-storia. Lucio Romualdi è un libero professionista
che vive in provincia di Terni, è un appassionato di
lettura e pittura. "Il lavoro rende liberi" è un'opera
narrativa davvero avvincente; storia e fantasia s'intrecciano
in un groviglio di fatti e colpi di scena, i confini diventano
sottili, ed è facile lasciarsi rapire. Un romanzo affascinante,
dove il ritmo è scandito fin dalle prime pagine, una
storia che cattura il lettore e lo mette in un piacevole stato
di tensione che trova sollievo solo alla fine del libro. Scritto
con gran cura dei particolari, con un linguaggio vivo ed immediato,
ricco di sfumature; Romuali ci appassiona dalla prima all'ultima
pagina, attraverso un racconto crudele, la guerra lo è stata
e sempre lo sarà, ma che conduce anche il lettore ad
immedesimarsi nel protagonista, e lo "obbliga" alla
lettura senza interruzioni, perché lasciare il libro
sul comodino per fare altro, è come lasciare Fox in
un mare di guai. Fiumi di parole sono stati scritti sul Nazismo,
i campi di sterminio di Auschwitz e sull'orrore che Hitler
portò avanti in quegli anni "bui". Ma a volte
la storia diventa maggiormente comprensibile se è un
nostro amico che ce la racconta, e in questo romanzo si ha
la sensazione che una persona ci stia facendo una confidenza… ci
stia rivelando un segreto di proporzioni enormi, e questo clima
di mistero e complotti che tiene col fiato sospeso il lettore,
come quando al cinema una musica inquietante presagisce una
scena avvincente! Fox ci lascia con un'ultima grande confessione,
che non può non farci riflettere: "Io ho vissuto
uno dei peggiori momenti della storia dell'uomo, ho vissuto
per meritare, forse, una pietra che porti il mio nome con vicino
scritto… visse da uomo e da uomo è morto. Credo
unicamente in Dio, quello che vedo in questo mondo altro non è ciò che
crediamo di vedere. Quello che ho visto in quei terribili anni è vero!"
Antonella D’Andrea |