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iniziative - Viaggio della memoria - 16.06.05
 
 

Auschwitz 60 anni dopo, il potere dei ricordi

Vado ad Auschwitz… perché? Per capire! Questo è quello che mi chiedevano prima del viaggio, la mia risposta era secca ed ambigua: capire! Volevo entrare in un pezzo di storia, in quel vortice di follia e riflettere. Volevo andare in quei luoghi dove si è svolto uno dei più grandi drammi della storia e pensare! Volevo aprire gli occhi e capire cos'è stata la sofferenza vera, ridere dei miei problemi e toccare quel fondo. Quando sono entrata nel campo di Auschwitz ho sentito un gran freddo, non potevo credere che quel terreno sul quale le mie comode scarpe da ginnastica camminavano, era stato calpestato da migliaia di morti vaganti, carne da macello, uomini senza speranza né dignità! Dopo un primo momento di sgomento e smarrimento un pensiero folle mi ha colpita; forse questa cosa non è successa, la mia mente non riesce ad accettarla! Per un assurdo meccanismo nego un'evidenza vergognosa, mi guardo dentro, mi osservo, mi scruto come se cercassi qualcosa: non sono anch'io un essere umano? In qualche strano meandro della mia mente si cela forse il seme del male? Perché è accaduto tutto questo? Osservare quelle camerate è stato traumatizzante, mi sembrava di sentire le urla di quella gente, sono rimasta senza parole davanti a quel mare sconfinato di capelli: l'uomo è come il maiale non si butta via niente! Dietro a quella montagna di scarpe di altri tempi m'immaginavo chi le avesse indossate, la gioia nel comprarle, mi

immaginavo i visi dei bambini, le loro corse nei prati a giocare spensierati. Il mio sguardo spesso si è fermato sulle scarpe di giovani donne, ho pensato alle loro vite, i loro volti, a quelle scarpe da mettere solo nei giorni di festa, per uscire tutte ornate ed andare incontro all'amore! Qual è il senso del ricordo? Ricordare per? Che senso ha tenere una memoria, se poi questa non è seguita da azioni concrete? Uscendo da Auschwitz ho sentito un forte sentimento d'impotenza! Noi abbiamo visto l'assurdo e abbiamo il dovere di documentarlo, affinché le nuove generazioni non dimentichino, affinché questi orrori non ci facciano accettare con assoluta indifferenza le guerre e i conflitti che albergano su tutto la terra! Perché i ricordi hanno un potere; quello di mobilitare il cuore degli uomini! A questa speranza non rinuncerò mai!

Antonella D’Andrea

 
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