Emozioni a caldo
dell’esperienza
Già ero stato a visitare
campi di concentramento in molte parti d'Europa,
come a Dachau e Mauthausen, ma stavolta è stato
qualcosa di completamente diverso, sia perché il
campo è diverso da questi, sia perché questa è un'esperienza
plurale, vissuta da un gruppo di amici. Il
viaggio è stato particolarmente bello,
molto interessante, mi ha fatto crescere
moltissimo soprattutto per quello che abbiamo
visto. E’ un viaggio che mi ha costretto
a riflettere meditare, anche per le persone
con le quali abbiamo vissuto quest'esperienza,
un gruppo di persone estremamente motivate
e attente, consapevoli di quello che si faceva.
Ero già stato in altri campi di concentramento,
ma lì ho vissuto più il senso
della gita, piuttosto che l'occasione di
una riflessione forte su un tema forte come
quello del razzismo.
Pierino Squaglia, deputato
Penso che
questo viaggio sia stato molto interessante
al di là del piacere
di stare in compagnia, uno stare insieme
che è stato veramente piacevole, e
questo già da solo potrebbe essere
sufficiente per qualificare questa esperienza
come estremamente positiva, oltre al piacere
di aver concorso ad una
iniziativa dell'associazione Melagrana, un’associazione
nella quale mi riconosco, alla quale voglio
dare il massimo contributo. Il viaggio ha
avuto delle valenze positive in sé,
la scoperta di una città bellissima
come Cracovia, la cui visita è stata
faticosa, dal punto di vista fisico, ma davvero
gratificante, perché è veramente
una città molto bella. Sono contentissimo
di averla conosciuta e mi ha arricchito molto.
Questo viaggio ad Auschwitz che è una
cosa che credo richieda molto tempo per essere
metabolizzata, si inscrive in quelle esperienze
non usuali, che non hanno già delle
griglie di valutazioni prestabilite prima,
per cui ci vuole del tempo. Vedere Cracovia è stato
bellissimo, ho visto altre belle città,
ma questa è una cosa completamente
nuova ricorda il primo viaggio che ho fatto
nel Kurdistan devo creare una griglia di
valutazione devo ancora stabilire come qualificare
questo evento nella mia vita, è una
cosa sulla quale devo riflettere con calma!
Al momento mi sento di dire che la cosa che
mi ha stupito è che quel tipo di organizzazione
razionale, quel modo quasi ordinario di trattare
un evento così straordinario come
l'eliminazione di milioni di persone, mi
fa pensare che non siamo di fronte ad un
fatto di follia collettiva ma di fronte all'approdo
parossistico, ma forse comprensibile, dell'idea
di uno stato retto da un principio di razionalità assoluta,
di fronte a qualcosa che non è una
patologia della storia, ma una cosa che può ripetersi,
gli eventi successivi alla la seconda guerra
mondiale hanno dimostrato che può ripetersi
e si è ripetuto.
Carmine Malinconico, avvocato
Un'esperienza
sicuramente bella e anche originale, perché non avevo mai fatto
un viaggio organizzato in questo modo, con
un'associazione, con un gruppo con il quale
condividere dei momenti dei ricordi della
memoria. Spero che, essendo molto vario il
gruppo ed essendoci molti giovani, spero
che i giovani sappiano interiorizzare e conservare
dentro di sé forte il valore della
più grande tragedia umana che sia
stata consumata. Per quello che mi riguarda
in qualche modo completo un'esperienza fatta
a Gerusalemme al museo dell'olocausto, dove
vedendo insieme le due cose, i luoghi veri
dello sterminio degli ebrei ad Auschwitz
e Birkenau, e poi aver visto in precedenza
anche una ricostruzione con fatti e storie
personali a Gerusalemme, è veramente
il senso completo della tragedia. Ci sono
tragedie di oggi di cui non si parla, per
esempio tutzi, che forse è l'unico
genocidio, anche per la violenza e la cruenza,
oltre che per il silenzio, che può essere
paragonato ad Auschwitz. Una cosa che mi
ha colpito quando ho chiesto alla guida se
gli altri sapevano, lui ha risposto; gli
altri sapevano, perché chi riusciva
a scappare dai campi di concentramento andavano
alla BBC che radio Londra trasmetteva, chi
poteva, chi aveva i mezzi sapeva cosa stava
succedendo, comunque in quella fase storica
nessuno si è schierato. Ci sono pagine
nobili e gloriose nella chiesa come nella
politica, ma ci sono anche pagine nere, e
questa è una di quelle. Un'altra riflessione
che mi sarebbe piaciuta fare, ma mi rendo
conto che non era possibile in due giorni, è avere
un contatto e sapere quello che successo
in Polonia dopo la fine della guerra sotto
la dittatura sovietica, questo rapporto dei
polacchi con lo straniero, prima i tedeschi
poi i sovietici, come l'hanno vissuto e come
lo vivono oggi. Come si collocano in questa
nuova dimensione della globalizzazione all'interno
del mercato comune europeo, le domande ce
le facciamo quotidianamente quando osserviamo
i polacchi che vivono da noi e lo fanno in
condizioni disumane, questa è una
parte che mi sarebbe piaciuta approfondire
e che spero approfondiremo successivamente.
Tommaso Sodano, senatore
Quando sono
partita ero molto perplessa circa la scelta
del luogo, Auschwitz mi lasciava
un po' perplessa però mi incuriosiva,
adesso posso dire che tra Cracovia ed Auschwitz
ho preferito di visitare quest'ultima, cioè vedere
proprio da vicino i posti, i luoghi, le cose
che hanno visto queste persone. Mi ha profondamente
colpito perché mi sembra impossibile
che delle persone abbiano potuto fare una
cosa del genere e vedere delle testimonianze,
in alcuni momenti mi ha profondamente commossa.
Linda Bargigli, insegnante
E' stato
un viaggio molto interessante, ne è valsa la pena, la cosa che più mi
ha colpito è stata la visita ai campi
di concentramento, perché era proprio
pazzesco quello che io tedeschi combinavano
agli ebrei. Mi sono venuti i brividi quando
ho visto tutti quei capelli e il tessuto
che facevano con quei capelli, e anche il
filmato molto bello.
Francesca De Lucia, anni 12
Penso sia
stata una bellissima esperienza, a parte
il clima dei primi giorni. Mi sono
piaciuti in particolare i campi di concentramento,
quando abbiamo visitato le rovine le stanze,
il lavatoio. La cosa che mi ha dato più fastidio
vedere sono stati i capelli di quelle persone,
quando li rasavano prima di ucciderle. Da
sempre ho avuto la curiosità di sapere
come gli ebrei sono stati maltrattati dai
nazisti. Mi porto dentro un po' di tristezza
per tutto questo.
Lavinia Malinconico, anni 11